domenica 31 marzo 2013

Caro amico,
è la seconda volta che ti scrivo in un giorno. Perché? Per mia madre. Sono preoccupata. E' uscita alle cinque ed è quasi mezzanotte. Ogni tanto parla di andarsene e non tornare più. Stavolta non ha detto nulla, il che è peggio. L'ho chiamata circa cinque volte e non mi ha mai risposto, l'ho chiamata pochi minuti fa ed è uscita di nuovo la segreteria telefonica. Mio padre forse non se n'è nemmeno accorto, troppo preso dal guardare video su youtube. Vorrei chiamare mia nonna per vedere se è da lei, ma ho paura che la risposta sia un no e di causare il panico da parte di tutti. Forse sono troppo precipitosa, tra poco tornerà o forse no. Ogni tanto penso a cosa farei se se ne andasse davvero, immagino che ciò che farei all'inizio sarebbe piangere. Sì, sono una frignona e poi dovrei assumere il suo ruolo in quanto figlia maggiore? Suona stupido, assurdo. Non sono come lei. Non riesco manco a occuparmi di me stessa, figuriamoci dei miei fratelli. Mio padre lavora tutta la settimana...probabilmente finiremmo con il vivere da nonna.
Okay, provo a richiamarla perché mi sta veramente venendo da piangere. Quanto sono patetica.
Di nuovo la segreteria telefonica.
E' come quella volta in cui A. mi ha fatto intendere che stava per 'farla finita' e ho passato la notte in lacrime con E. al telefono che dava di matto e piangeva e io cercavo di calmarla e contattare i genitori di A. allo stesso tempo. Assurdo. Il bello è che quando i nodi giungono al pettine tutti si dimenticano di me e vanno avanti con le loro vite e mentono, mentono continuamente e si comportano da stupide solo per piacere agli altri anche se sono diverse.
Non so che fare. Se hai una risposta, per favore, dammela.

Con affetto, Grey. (sì, sto diventando grigia come avrei intuito)
Caro amico,
oggi ho stilato una una playlist con canzoni totalmente diverse da quelle che ascolto di solito. Non so nemmeno perché. Una delle canzoni è "Infinite" di Arshad. E mi rappresenta totalmente ora come ora. "But feeling sad and feeling blue" come sai è così che mi sento io. Che cosa patetica. Oggi stavo parlando con una mia amica, F., che mi stava parlando di un ragazzo, le ho detto di non stare con un ragazzo solo per non passare come la sfigata di turno e le ho raccontato di come credo ancora nell'amore vero e di un mondo fatato nascosto non so dove. Mi ha risposte che questo forse va bene per me, ma non per lei. Non posso biasimarla, del resto. Tuttavia, ciò mi ha depressa ulteriormente e mi sono ritrovata ad ascoltare la canzone di Arshad, che è appena ripartita. Il primo verso dice "we accept the love we think we deserve" (come il libro a cui è ispirata la canzone del resto) fatto sta che mi sono appena accorta di quanto sia vera. Forse non accetto l'amore di chi mi è intorno perché non credo di meritarlo, oppure, semplicemente, sono una stronza. Punti di vista.
Comunque...questi giorni sono stati emozionanti, indovina? Li ho passati pulendo. E sentendo i miei litigare. Ora quasi non si parlano. Carino, eh? Ho paura persino di accendere la tv perché so che potrei far peggiorare la situazione tra di loro e non voglio che accada, anche se è tutta colpa di mio padre e mamma fa bene a non parlargli.
Non so se mi puoi capire o no. Mi sento semplicemente patetica, vuota. Mi sento un'illusa sognatrice che spera che le cose migliorino da sole e che, come in un film o in un libro, la sfigata di turno diventi la protagonista della sua storia, ma nella vita reale questo non succede. La sfigata rimane una comparsa, fine della storia. Rimane quella che legge libri dove dei ragazzi si farebbero staccare e lacerare ogni parte del corpo per difendere la ragazza che amano. Nella vita reale non accade. Non accade nemmeno che la wallflower di turno trovi degli amici come Logan Lerman in quello stupido film che guardo ogni volta che sono triste e che mi fa stare meglio.
So cosa starai pensando: come pretende di avere degli amici, essere protagonista della sua storia e blablabla se è così scorbutica e acida? La risposta è che non sono sempre stata così 'acida', ma lo sono diventata quando ho iniziato a sentirmi sola per davvero e mentre la solitudine diventava parte di me, io diventavo una persona che mi sembra quasi di non conoscere più. La brava ragazza blu, che fa quello che gli altri vogliono che faccia. Essere qualcuno che non sei è come vivere da morti.Ti distrugge dentro.
E le cose non cambiano, rimango così e tu ti trasformi nella ragazza invisibile che comincia piano piano a scomparire.

Con affetto, Blue.

martedì 26 marzo 2013

Dear friend.

Da oggi questo blog cambia. So cosa starete pensando: "non scrive da tre mesi: o è morta o ha una vita e degli amici." Nessuna delle due cose, gente. Questo post, il primo post del duemilatredici volevo che fosse una lettera, una lettera a una mia amica a cui poi avrei mandato il link, figuriamoci che prima ho scritto tutto su carta. Che stupida. Come avrete inteso c'è stato un bel cambio di programma. Il perché è...non so di preciso, credo di aver semplicemente capito che io tenevo alla nostra amicizia più di lei e che stavo iniziando a diventare patetica, così, invece di supplicarla di non lasciarmi da sola ho deciso di riprendere a scrivere qui e di scrivere in modo leggermente diverso. Utilizzerò questo blog per lo scopo con cui lo avevo aperto: avere un posto dove scrivere i miei pensieri, dove confidarmi come con una specie di diario. Quindi i post dei giorni successivi inizieranno con un "caro amico" e magari più tardi scriverò anche ciò che avevo in mente di mandare alla mia 'amica', e questo spiega un po' il nuovo nome. (sì, la verità è che mi ha ispirata The Perks of being a Wallflower e che lo guardo/leggo ogni volta che sono giù di morale!)
Un altro dei nomi che volevo utilizzare è Blue perché è come mi sento. Sento che la mia anima è blu, triste e inconsolabile e che non sono abbastanza coraggiosa da prendere e partecipare come ha fatto Charlie.
In più, ho una nuova cotta: Logan Lerman (ma và, chi l'avrebbe mai detto?) perciò passerò il tempo a crearmi film mentali e a pensare alla vita e alla persona che non sarò mai.

Blue.